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L’Europa finanziaria sotto pressione con la guerra: Wall Street resta il rifugio (ecco perché)

di Redazione Economia

Europa sotto pressione: tra energia cara e crescita fragile, Citi vede un continente a due velocità – debole nel breve, più promettente nel lungo – ma senza illusioni sul rischio di delusioni

Nel mezzo di choc energetici, tensioni geopolitiche e grandi riallocazioni di capitale, l’Europa torna sotto i riflettori. Ma l’entusiasmo rischia di essere prematuro. Per la banca d’affari Citi, il continente è una storia a due velocità: promettente nel lungo periodo, vulnerabile nel breve. «Bisogna separare nettamente le due storie», avverte David Groman, Global Equity Strategist. «Siamo costruttivi nel medio-lungo termine. Ma nel breve le ragioni per essere cauti sono evidenti». Il primo spartiacque è l’energia. Se il petrolio sale, non tutti i mercati reagiscono allo stesso modo. «Il mercato azionario del Regno Unito tende a beneficiare in termini relativi grazie al peso dell’energia e alla sua natura difensiva», spiega Groman. «L’Europa continentale, invece, è tra le più penalizzate: è importatrice netta di energia». Una fragilità strutturale che si somma a un contesto già carico di pressioni.

Doppio colpo: export e domanda interna

Citi aveva già tagliato l’Europa da overweight a neutral a inizio anno. Il motivo: un aumento dei rischi legati al commercio

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