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Decreto autovelox: ecco come funzioneranno omologazione e taratura

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Il percorso normativo del nuovo “decreto autovelox” entra nella sua fase operativa dopo il necessario periodo di analisi tecnica seguito alla notifica europea al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Si tratta di un passaggio fondamentale all’interno della procedura TRIS, che prevede uno stop di novanta giorni per consentire le verifiche a livello comunitario. Ora che i tempi tecnici si avviano alla conclusione, è possibile esaminare nel dettaglio come cambieranno le regole per i dispositivi di controllo della velocità che troviamo sulle nostre strade.

SUPERARE LE INCERTEZZE

Il decreto definisce un quadro organico che parte dall’omologazione del prototipo e arriva fino alle regole per la taratura periodica. L’obiettivo è superare le incertezze giuridiche degli ultimi anni, stabilendo che ogni dispositivo deve soddisfare requisiti tecnici rigorosi per essere considerato idoneo. Una volta superati i test, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rilascia un decreto di omologazione ufficiale, che viene poi pubblicato sul sito istituzionale per garantire la massima trasparenza ai cittadini e alle amministrazioni.

TARATURA E VERIFICHE

Uno dei punti più rilevanti riguarda la manutenzione dei dispositivi. Il testo stabilisce infatti che la taratura e le verifiche di funzionalità non sono semplici formalità, ma condizioni essenziali

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