di Daniele Manca e Gianmario Verona
Dagli allarmi di Dario Amodei agli studi empirici, la produttività cresce (e già si misura). Il vero problema è che gli effetti non sono lineari e non tutti ne traggono vantaggi
Che l’Ai stia creando scompiglio lo diciamo da quando è uscita la prima versione pubblica di ChatGPT nel novembre 2022. Il nostro primo articolo che ne discuteva pregi e rischi risale a marzo 2023; di giugno 2023 il secondo, che in parte lo contraddiceva per quanto già l’Ai era riuscita a fare in appena tre mesi! Anche se i computer venivano già definiti macchine intelligenti, per la prima volta ci troviamo di fronte a una macchina che riesce autonomamente a imparare e a farlo con le connessioni infinite della rete che ci lega. E produce potenzialmente superinnovazioni come il ripiegamento proteico, che se non eseguito correttamente può produrre situazioni anomale nel nostro corpo, o automobili in grado di guidare senza intervento umano. Ma grazie a questa macchina, intelligente nel senso che produce decisioni in grado di potenziare o sostituire quanto fatto anche dalla mente di Sapiens, ci troviamo di fronte anche a seri rischi. Come ricorda il creatore di Anthropic,




