
di Andrea Dalla Serra
A tracciare il quadro delle strategie d’investimento, l’amministratore delegato della Cassa di Risparmio di Bolzano Nicola Calabrò e il direttore commerciale della Banca Popolare dell’Alto Adige Hannes Wieser
La crisi dello Stretto di Hormuz, l’aumento globale del prezzo del petrolio e del gas, le preoccupazioni per l’economia europea. Uno scenario non proprio tranquillo quello a cui sono sottoposti i portafogli anche dei risparmiatori dell’Alto Adige. Ma nonostante l’incertezza, gli altoatesini sembrano aver imparato a convivere con la volatilità dei mercati. A tracciare il quadro delle strategie d’investimento dei sudtirolesi sono l’amministratore delegato della Cassa di Risparmio di Bolzano Nicola Calabrò e il direttore commerciale della Banca Popolare dell’Alto Adige, Hannes Wieser.
Mercati turbolenti
«Negli ultimi anni di situazioni di instabilità ne sono successe tante», osserva Calabrò. «Per questo nel tempo il cliente ha quasi fatto l’abitudine ai mercati turbolenti e ha capito che disinvestire vendendo titoli nei giorni peggiori spesso significa ottenere perdite evitabili». La scelta più razionale, secondo l’esperienza della banca, è quindi mantenere la rotta e aspettare il recupero dei mercati. Sarebbe quindi un approccio agli investimenti a medio e lungo termine quello adottato anche dagli investitori locali. Una strategia confermata anche




