di Leonard Berberi, inviato a Los Angeles
Con 59 miliardi di ricavi e un ceo che non si ferma, United sfida Delta sui ricavi premium (e sull’Italia), American sugli hub e il mercato sulla fusione
In mezzo a una crisi globale, United mette nel mirino il primato di Delta Air Lines, prova a detronizzarla da Los Angeles e anche sulle rotte con l’Italia, tiene nell’angolo American Airlines a Chicago (senza disdegnare una possibile maxi-fusione) e intanto si prepara a tornare al «JFK» di New York, inizialmente con pochi voli verso la costa ovest degli Usa, grazie alla partnership con JetBlue. In parallelo investe miliardi di dollari sul prodotto a bordo — con nuove cabine di classe Business, ma anche per chi siede in fondo alla fusoliera —, riceverà 250 nuovi aerei in un paio d’anni e segmenta ulteriormente le tariffe premium, così da massimizzare i guadagni.
Le ambizioni
Dove vuole arrivare United Airlines? Se lo chiedono, da mesi, analisti e amministratori delegati di altre compagnie. In questo periodo la domanda viene fatta ancora più ad alta voce. Soprattutto dopo che, in un incontro a febbraio alla Casa Bianca, il ceo Scott Kirby ha suggerito una fusione con American




