
di Marika Giovannini
Il sindaco Ianeselli pronto a rilanciare la revoca. Servono 32 voti. Ma Geat frena: «Prima nuove regole»
Il giorno dopo il via libera del consiglio regionale alla mozione di Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) sulla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini nei comuni del Trentino Alto Adige, lo sguardo torna — necessariamente — a posarsi su Palazzo Thun. E sul passaggio che, a metà marzo, aveva scatenato polemiche: con 28 voti a favore, due astensioni (di Generazione Trento) e 10 non votanti (di fatto, il centrodestra), l’Aula di via Belenzani aveva respinto il documento del Pd per togliere la cittadinanza onoraria al Duce.
«Un fatto scandaloso»
«Un fatto scandaloso» hanno ribadito in molti, mercoledì, nel dibattito consiliare regionale. Tanto che Trento, durante la discussione, è stato spesso citato quale «modello negativo» di una direzione da non seguire. Ora il sindaco Franco Ianeselli fa capire di voler provare a «riabilitare» il capoluogo. Riproponendo la questione della cittadinanza onoraria al Duce a Palazzo Thun. Ma puntando, questa volta, a una revoca che — dopo la seduta di mercoledì — viene spinta e sollecitata anche dalla Regione. «L’importante — riflette il primo cittadino — è non andare nuovamente




