
di Gabriele Guccione
Il 16 maggio si tiene il confronto con la società civile: «Vogliamo un’amministrazione progressista»
Qualcuno l’ha definita la «fabbrica del programma», utilizzando un’immagine di prodiana memoria. Qualcun altro ha preferito parlare di evoluzione (meno spontaneista) dei meetup grillini. Fatto sta che «Nova», il cantiere annunciato da Giuseppe Conte per mettere le basi della prossima coalizione progressista, il prossimo 16 maggio farà tappa anche sotto la Mole, oltre che in altre 99 città in contemporanea. E a Torino il confronto partecipativo, pensato per captare dalla società civile (comitati, associazioni, sindacati…) e non solo dai pentastellati, i temi che un prossimo governo alternativo a Meloni dovrebbe mettere in agenda, avrà un significato tutto particolare: nel 2027 non si voterà soltanto per le Politiche, ma anche per le Comunali.
«Veti personali no, dubbi sì»
Il nodo di un’ipotetica alleanza tra M5S e Pd passa necessariamente dal giudizio sul sindaco uscente Stefano Lo Russo. Se è vero che nell’ultima sua tappa torinese, lo scorso marzo, Conte ha tenuto le porte aperte («Noi vogliamo andare da soli alle elezioni ma nemmeno farci imporre dei diktat»), è altrettanto vero che un’intesa sul nome del primo cittadino sembra fantapolitica, e non solo




