
di Gabriele Ferraris
Altri come Marrone tacciono. Ma lei dice: «Il silenzio è una scelta». «La destra non deve avere paura, il silenzio su questi episodi è una scelta non neutra»
Per strano che possa sembrare, le parole dei politici hanno sempre (beh, quasi sempre…) un significato. Anche quelle a vanvera, e ancor più quelle non dette. Prendete il caso del giurato del festival Lovers schiaffeggiato sabato notte in via Po da un povero cretino gravemente ammalato di omotransfobia. Lunedì, quando in città s’è saputo del fattaccio, il Coordinamento del Pride, la direttrice di Lovers Vladimir Luxuria, il presidente del Museo del Cinema Ghigo e il direttore Chatrian hanno immediatamente espresso sdegno e condanna. Anche i politici hanno manifestato sdegno e condanna, ci mancherebbe.
A quanto risulta dalla lettura comparata di quotidiani e comunicati stampa, lunedì si sono sdegnati — in ordine da sinistra a destra — i Cinquestelle, l’assessore comunale Rosatelli, il sindaco Lo Russo, e il presidente Cirio.
Poi, ieri mattina, arriva – un po’ fuori tempo massimo, ma originale nei contenuti – una nota stampa dell’assessore regionale Marina Chiarelli, che è di Fratelli d’Italia ma con i suoi Fratelli non va d’accordissimo, tanto che i




