
di Federico Fumagalli
L’ex ministro socialista alla Fiera dei Librai di Bergamo per presentare «Mi sento abbandonato. La vera storia della trattativa per salvare Aldo Moro», scritto insieme a Francesco De Leo
Claudio Martelli attende, rispettosamente e senza emettere fiato, il suo turno di intervento alla Fiera dei Librai. Si toglie con garbo qualche sassolino dalle scarpe solo dopo mezz’ora di torrenziale prologo, condiviso da Uil Bergamo – fra i promotori dell’incontro – e dall’ex senatore Dc Gilberto Bonalumi. Che, anche lui testimone politico di quei tempi, dice la sua. I due punti di vista (inevitabilmente assai partitici) non coincidono.
«Nel suo ampio intervento sul caso Moro, Bonalumi ribadisce quanto sia stato necessario adottare la linea della fermezza – esordisce lo storico vicesegretario Psi –. C’è da allargare le braccia se si continua a pensarla in questa maniera, dopo tutto ciò che è stato scritto e documentato». Quello che – facile credere non sia l’ultimo a cimentarsi sulla delicata questione – pure Martelli ha fatto. Autore insieme a Francesco De Leo del saggio «Mi sento abbandonato. La vera storia della trattativa per salvare Aldo Moro» (edizioni Solferino). Il libro racconta gli ultimi cinquantacinque giorni di vita dello




