di Luciano Ferraro
Quella dei «NoLo» è una tendenza in rafforzamento, nella grande distribuzione e nei locali, con gli spumanti a trainare la marcia. Frescobaldi, presidente Unione Italiana Vini: «Il comparto è vivo e interpreta i nuovi desideri, la qualità cresce». Intanto il settore si riorganizza dopo un anno complesso
Roberto Giannelli è appena tornato da un viaggio di lavoro a Boston e a San Francisco. Come bagaglio aveva il suo Brunello di Montalcino Le Lucere, che nell’annata ora sul mercato, la 2021, è stato premiato con il massimo dei voti dal critico statunitense James Suckling. Un super vino da un’azienda che produce solo 25 mila bottiglie di Brunello e non ha difficoltà a venderle nei migliori ristoranti del mondo. In quei ristoranti che a visitato quest’anno, l’ex broker-vignaiolo Giannelli ha trovato una sorpresa: «Nelle liste dei vini — racconta — c’è quasi sempre un’intera pagina dedicata ai vini dealcolati. È una realtà, e bisogna tenerne conto». Uno dei temi principali del Vinitaly 2026 è proprio quello dei vini senza o con poco alcol, riuniti in una zona della fiera dedicata appunto ai NoLo, i No alcol e i low alcol.
Una tendenza che si sta consolidando
C’è




