
di Lillo Aldegheri
La premier «apre» la discussione all’interno di un centrodestra veronese ancora diviso sul nome di chi correrà alle prossime comunali
La visita di Giorgia Meloni al Vinitaly «accende» anche la campagna elettorale per le comunali del prossimo anno. In un delirio di microfoni, taccuini, curiosi e guardie del corpo, la domanda «veronese» arriva dall’inviato di Telenuovo: «Crede che ce la farà, il centrodestra, ad evitare di spaccarsi in due, come 4 anni fa, e a trovare un candidato sindaco unitario, magari col nome dell’attuale Ministro del Turismo, Gian Marco Mazzi?» Lei risponde sorridendo: «La ringrazio per il suo ottimismo sul futuro del centrodestra veronese, io sono più ottimista di lei». Poi si fa più istituzionale: «Faremo del nostro meglio – dice – per garantire ai cittadini veronesi, e non a questo o a quel partito, il candidato migliore».
L’ipotesi Mazzi
Il giornalista non si accontenta, e prova a…scavare un po’ di più: «Ma il nome di Mazzi sarebbe spendibile?» Lei però vola via, con un’impagabile smorfia sul viso, a metà strada tra il perplesso e l’infastidito. Questo vuol sapere troppo, sembra pensare. E non a torto. Perché, sin dal giorno della nomina di Mazzi a




