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2026, fuga da Piazza Affari (le big puntano su Wall Street o fondi privati)

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Recordati, Tim e Mediobanca si preparano a lasciare la Borsa. Probabilmente Iveco seguirà. Piazza Affari si svuota di big. Il listino somiglia sempre più alla sala d’aspetto di una stazione: molta gente in transito, poche fermate stabili. Prendiamo i numeri, perché i numeri non mentono, anche se a volte preferirebbero farlo. Il listino principale conta oggi 198 società quotate. Nel 2010 erano 272. Una scacchiera con un numero sempre più basso di pezzi.

Il mercato però vale di più. La capitalizzazione, infatti, ha infranto il tetto dei mille miliardi di euro, ma ospita meno attori. È come un teatro in cui i costumi sono sempre più sfarzosi ma le file di poltrone si svuotano.

L’addio dei giganti storici e la concentrazione del valore

Il 2026 passerà agli annali per l’uscita quasi in contemporanea di molti pezzi grossi. Mediobanca (quotata dal 1956), Tim presente sul listino dal 1964 quando ancora si chiamava Sip. Infine Recordati. Era arrivata nel 1984 ed è rimasta sola a rappresentare un settore di eccellenza come la farmaceutica. Stevanato, infatti, ha preferito andare a Wall Street. Nel frattempo, gli eredi del vecchio Arrigo Recordati sono usciti progressivamente di scena. Ormai da anni è in atto un silenzioso

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