
di Gian Guido Vecchi
Il cardinale in sinagoga a ricordare il massacro: «Non cancelliamo il volto dell’altro»
ROMA – «Sono qui per esprimere vicinanza a una tragedia che è e resta tale, e quindi richiede vicinanza e solidarietà come fu all’epoca di quella follia omicida, tre anni fa. Lo stesso vale di fronte a qualsiasi episodio di antisemitismo, che non può e non deve trovare alcuna giustificazione, mai». Ieri sera è arrivato anche il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, a «partecipare alla preghiera» nella sinagoga di Roma per fare memoria del 7 ottobre 2023, l’eccidio di milleduecento israeliani compiuto da Hamas.
Eminenza, lei ricorda che la condanna per il 7 ottobre «è e resta tale», intendeva che l’orrore per Gaza può far dimenticare o sminuire quello per l’attacco di Hamas?
«Sì, come viceversa quel dolore non può nascondere la sofferenza e le tragedie successive. Come diceva il cardinale Pizzaballa, la guerra distrugge anche parole, relazioni, fiducia: dobbiamo arrivare ad ascoltare e comprendere la sofferenza dell’altro senza sentirla come una smentita della propria».
Come se non fosse possibile riconoscere il dolore dell’altro…
«È esattamente questo il punto. Due anni fa, come Chiesa di Bologna, andammo in pellegrinaggio




