
Fiom, Fim e Uilm, hanno proclamato quattro ore di sciopero nazionale per il 29 luglio, con presidi davanti alle sedi del gruppo
Sessanta lavoratori torinesi senza certezze sul proprio futuro, dodici dei quali destinati a trasferirsi a Milano e gli altri ancora senza sapere dove lavoreranno nei prossimi mesi. È il volto torinese della riorganizzazione decisa da Zenita (che opera nel settore Ict e della sicurezza informatica), che ha confermato l’avvio della procedura di trasferimento collettivo di circa 135 dipendenti in tutta Italia. Una scelta che ha spinto Fim, Fiom e Uilm a proclamare quattro ore di sciopero nazionale per domani 29 luglio, con presidi davanti alle sedi del gruppo.
A Torino il clima è particolarmente teso. Secondo quanto riferisce Sergio Di Ruzza, segretario della Uilm Torino, l’azienda non avrebbe fornito indicazioni precise nemmeno sulle future sedi di lavoro. «I dipendenti di Torino sono circa 60. Di questi, 12 dovranno andare a lavorare a Milano. Per gli altri non sappiamo ancora quale sarà la destinazione. Alla nostra richiesta di conoscere l’ubicazione delle sedi ci hanno risposto citando genericamente Porta Susa e Pescarito: è evidente che c’è ancora molta confusione».
La decisione è stata ribadita durante il tavolo nazionale in Confindustria, dove l’azienda




