
Uno studio pubblicato su «Communications Earth & Environment» rivela una drastica riduzione del 69% dei pulcini sull’isola antartica. La causa (questa volta) non è il riscaldamento globale, ma una gigantesca montagna di ghiaccio che ha bloccato le rotte vitali per l’approvvigionamento alimentare
Nel luglio del 2025, un enorme iceberg si è arenato al largo dell’isola di Coulman, in Antartide, a circa 3-5 chilometri di distanza da una grande colonia di pinguini imperatore (Aptenodytes forsteri). Il blocco di ghiaccio di grandi dimensioni (lungo 13,9 chilometri e largo 4 chilometri), è rimasto in quella posizione fino al gennaio del 2026, quando si staccato dall’isola e ha iniziato a spostarsi verso est. Secondo una ricerca pubblicata su Communications Earth & Environment , condotta dagli scienziati del Korea Polar Research Institute, quell’evento sarebbe collegato alla drastica diminuzione del numero di pulcini nati nella colonia dell’isola, che in quel periodo ha subito un calo del 69 per cento rispetto al 2024 e e alla media del periodo 2017-2024.
Gli autori dello studio ipotizzano che l’iceberg abbia limitato l’accesso dei pinguini a importanti aree di foraggiamento: il team, guidato da Jeong-Hoon Kim, ha eseguito due censimenti aerei a fine 2025 contando solo 6.658 pulcini vivi. Integrando dati satellitari e modelli tridimensionali,




