
di Francesca Basso
Il presidente del Ppe Manfred Weber: Budapest insegna che solo il Ppe può battere i populisti. «I Popolari possono vincere anche in Polonia e Francia e poi alle Europee del 2029»
BRUXELLES «Chi fa politica contro gli interessi europei fa politica contro gli interessi nazionali: Europa e interesse nazionale coincidono. Questa è una delle principali lezioni apprese dalle elezioni ungheresi e da altre elezioni negli ultimi anni». Il presidente del Ppe Manfred Weber incassa la vittoria in Ungheria, un «grande successo del Ppe», e guarda alle prossime sfide per l’Unione europea.
Cosa significa la vittoria di Magyar per l’Ungheria e per l’Ue?
«Gli ungheresi hanno deciso sul futuro del loro Paese. Il leader di riferimento dell’estrema destra e delle forze populiste in Europa, Viktor Orbán, è stato pesantemente sconfitto da Péter Magyar con una maggioranza dei due terzi».
Cosa significa per il Ppe?
«Magyar è membro del gruppo del Ppe: è la prova che siamo il partito che può battere i populisti di destra, come ha fatto Tusk in Polonia e ora Magyar in Ungheria».
Ora quali dossier Ue saranno risolti?
«A Budapest domenica sera c’erano giovani per strada con la bandiera ungherese ed europea.




