
di Giulia Taviani
Bateman era il capo di un gruppo di mormoni fondamentalisti. Dopo la denuncia di due documentaristi, è stato condannato a 50 anni di carcere: la vicenda nella docuserie Netflix «Trust me: il falso profeta»
La storia di Samuel Bateman è fatta di rapimenti, abusi sessuali su minori e bambine prese in «mogli» secondo il credo religioso poligamo della Chiesa fondamentalista di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, un gruppo separato dalla Chiesa mormone ufficiale.
Bateman, che di questo gruppo si considerava il «profeta», è stato condannato nel 2024 a 50 anni di carcere per aver costretto ragazze tra i 9 e i 20 anni a compiere atti sessuali con lui e altri adulti. Le considerava le sue «spose» e riteneva che abusare di loro e farle abusare dai suoi seguaci fosse il volere di Dio.
A rivelare questa rete di violenze sono stati l’esperta di sette Christine Marie e il marito regista Tolga Katas, arrivati a Colorado City per raccontare la vita dei fondamentalisti mormoni. Durante le loro riprese – contenute nel documentario Netflix Trust me: il falso profeta – scoprono gli abusi di Bateman, oggi 49enne, a partire dal 2019; e nel 2022 lo




