Cosa sta accadendo tra Stati Uniti e Giappone. Se ne parla pochissimo, ma è una lezione sulle tante forme del protezionismo. Sì, il protezionismo fa notizia, fa titoloni di prima pagina quando si tratta dei super dazi lanciati, poi ritirati, poi rilanciati da Donald Trump. Ma ci sono tante forme di guerre economiche, guerre commerciali che non passano necessariamente attraverso i dazi.
Una di queste è la guerra delle monete. Un paese che vuole essere più competitivo svaluta la propria moneta a una moneta che vale pochissimo e così le sue merci sono molto a buon mercato sui mercati dei concorrenti. Questa è una pratica, quella della svalutazione competitiva, che è stata spesso seguita soprattutto dalle potenze asiatiche, Cina e Giappone. Il Giappone è un caso particolare perché non si è mai lamentato troppo dei dazi di Trump.
Per una semplice ragione: Trump aveva messo sul Giappone gli stessi dazi che ha inflitto all’Unione Europea, 15% in media. Ma da quando quei dazi sono stati introdotti, a oggi lo yen, la moneta giapponese, ha perso sul dollaro circa il 30% del suo valore. Quindi i giapponesi, zitti zitti, senza dare troppo nell’occhio, si sono ripresi con gli




