
Alcuni club scontenti dell’attuale gestione: il Commissario della Figc sicuro di farcela
Nelle stanze della Lega di Serie A è difficile trovare un’unità di intenti: succede però quando si parla di elezioni federali. Ad aprile 2026 una fiducia (quasi) unanime aveva portato alla candidatura di Giovanni Malagò, ex vertice massimo del Coni. Il sostegno si è poi fatto sempre più moderato, fino a dividersi. Un gruppo di club ha infatti ritrovato sì una sua coesione, ma stavolta intorno a un altro nome: quello di Adriano Galliani.
percorso alternativo—
Le società della massima serie, poi seguite da altre componenti, si sentono le principali artefici dell’elezione a presidente federale di Malagò. Con la stessa compattezza hanno poi lamentato una scarsa, quasi nulla, condivisione delle scelte: dopo la bufera Maldini-Leonardo-Pirlo, i club spingevano perché sul calcio azzurro tornasse il sereno con la nomina a commissario tecnico di Antonio Conte. Malagò ha invece scelto Mancini. Stessa mancata comunicazione sulla decisione del capo delegazione Nazionale (Malagò ha autonomamente indicato Diana Bianchedi), fino al ruolo di segretario generale e anche a quello degli accompagnatori delle nazionali giovanili. Un percorso che per le società di A e altre componenti che lo avevano appoggiato come Associazione Calciatori




