Strategia industriale e siti a rischio
Sulla base dell’accordo siglato a fine 2024, Volkswagen si è impegnata a evitare licenziamenti su larga scala. L’intesa prevede però anche la dismissione di alcuni siti produttivi. Dresda ha già interrotto l’assemblaggio di auto pochi mesi fa, mentre per Osnabrück sono in corso trattative per la cessione a un gruppo della difesa, l’israeliana Rafael.
Altri stabilimenti sono finiti al centro delle indiscrezioni proprio a causa delle precedenti dichiarazioni di apertura del management, alimentando ulteriormente l’incertezza tra i dipendenti.
I sindacati: “Basta speculazioni”
La presidente del consiglio di fabbrica, Daniela Cavallo, ha chiesto di mettere fine alle speculazioni sul futuro degli impianti tedeschi.
“Considerata l’immagine recente dell’azienda, non stiamo certo vincendo premi. Al contrario, si ha l’impressione che Volkswagen sia diventata un obiettivo di acquisizione e abbia bisogno di essere salvata”, ha scritto in un messaggio ai dipendenti.
La sindacalista ha quindi invitato la dirigenza a concentrarsi sullo sviluppo dei prodotti, evitando “l’ennesimo dibattito su presunte chiusure di stabilimenti o ipotetici colloqui con terze parti per utilizzi alternativi degli impianti”.




