
di Pietro Gorlani
L’assessora Frattini replica all’opposizione in consiglio comunale
Il report sulle violenze e le molestie di genere all’Università di Brescia — di cui il Corriere venerdì ha riportato in esclusiva i contenuti — ha creato un vivace dibattito in consiglio comunale del 27 luglio. L’indagine del 2023 (che si è basata su circa 2500 risposte) ha rilevato come uno studente su tre abbia dichiarato di aver subito almeno un episodio di molestia (Medicina e Ingegneria dipartimenti più colpiti).
Nelle testimonianze emergono inviti intimi espliciti («mi continuava a dire di fare sesso con lui nei bagni»), palpeggiamenti non graditi, fino a casi di stupro. Molte studentesse raccontano di non aver denunciato per paura di ritorsioni o di vedere compromessa la propria carriera accademica. La minoranza ha chiesto di sapere se in Loggia fossero a conoscenza dei contenti del report e quali iniziative il Comune intenda assumere per rafforzare il monitoraggio e la prevenzione e sostegno alle vittime.
«Non eravamo al corrente del report prima della sua diffusione pubblica» ha esordito l’assessora alle Pari opportunità Anna Frattini, dicendosi «non stupita» da quei numeri, «perché sono l’esito di dinamiche di potere e asimmetrie» (docente-studente, medico-specializzando) «che




