
di Thomas Bendinelli
Il bilancio 2025 chiude con un fatturato aggregato di 1,467 miliardi di euro, in crescita dell’1,9% rispetto al 2024.
Silmar Group chiude il 2025 con un fatturato aggregato di 1,467 miliardi di euro, in crescita dell’1,9% rispetto ai 1,440 miliardi del 2024 e del 3,5% sul 2023. L’utile netto si attesta a 79,8 milioni di euro, in calo del 25,7% rispetto all’anno precedente e dell’11,7% sul 2023. Il gruppo fondato da Silvestro Niboli conta complessivamente 3.493 dipendenti, 170 in meno rispetto al 2024 (-4,6%) e 86 in meno sul 2023 (-2,4%). Un quadro che riflette le difficoltà di uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, costi energetici e delle materie prime ancora elevati e dalla crescente pressione competitiva sui mercati europei, ma che conferma la solidità del modello industriale del gruppo.
Nel 2025 gli investimenti sono stati pari a 69,3 milioni di euro, mentre il MOL/EBITDA ha raggiunto i 155 milioni, in aumento del 7,1% rispetto al 2024, pur rimanendo al di sotto dei 179,4 milioni del 2023. La strategia industriale guarda alla cosiddetta «Dual Transition», ambientale e digitale. «In un contesto internazionale caratterizzato da profonde trasformazioni economiche, geopolitiche e industriali, Silmar Group




