
di Mauro Pigozzo
Lo stabilimento di Parma ha una capacità produttiva giornaliera di circa 1.000 tonnellate di pasta. Pochi mesi fa è stato inaugurato «Bite», un nuovo hub dedicato alla ricerca e allo sviluppo
C’è un istante, varcando i cancelli dello stabilimento produttivo di Barilla a Parma, in cui la tecnologia scompare dietro una suggestione olfattiva.
È il profumo della segale, intenso e rassicurante, che si mescola alla fragranza pulita della semola. È l’odore di casa, quella «gioia del cibo ben fatto» che Pietro Barilla mise nel sacchetto di carta del suo primo panificio nel 1877, e che oggi si riverbera in una scala globale.
«Pasta City»: dove nasce il mito Barilla
Siamo entrati in quel luogo ribattezzato «Pasta City», un organismo vivente che produce tonnellate di cibo l’anno. A pochi mesi dall’inaugurazione dei nuovi spazi di «Bite» (Barilla innovation & technology experience), il nuovo hub di ricerca e sviluppo dove 200 professionisti – tra food designer, ingegneri e tecnologi – disegnano ciò che metteremo nel piatto tra dieci anni.
Quella sala, presentata in pompa magna qualche mese fa, oggi è in febbrile movimento: docenti, ricercatori, dipendenti di Barilla discutono ai tavoli di fronte ad un




