
di Ludovia Brognoli
L’osservatorio «Reciprocità e commercio locale» di Nomisma. A Bologna in dieci anni la rete commerciale ha perso ben 1.482 vetrine. Ma crescono gli addetti per cibo e ristorazione
Alla morsa della «desertificazione commerciale» che colpisce l’Italia, non sfugge neanche l’Emilia-Romagna: tra il 2015 e il 2025 la regione ha infatti perso 8.019 negozi di vicinato, con una contrazione della rete distributiva del -9,5%, dato superiore alla media nazionale (-6,7%).
E Bologna, su questo, non rappresenta un’eccezione: sotto le Due Torri in dieci anni, la rete commerciale ha perso ben 1.482 vetrine, con una flessione delle unità locali pari al -8,3%. Sono i dati emersi dal primo Osservatorio «Reciprocità e commercio locale» di Nomisma. Una fotografia definita «preoccupante», presentata ieri nella sede della società a Bologna, alla presenza, tra gli altri, di Paolo De Castro, presidente Nomisma, Roberta Frisoni, assessora al turismo e al commercio dell’Emilia-Romagna e Francesco Capobianco, head of public policy Nomisma.
Anche se il saldo delle unità locali è negativo, Bologna presenta però delle dinamiche uniche rispetto al resto della regione. A spiegarlo è proprio Capobianco, che sottolinea come «Bologna soffre meno dal punto di vista numerico perché la vetrina



