
di Francesco Rosano
Nel partito di Bologna assicurano: «Evento organizzato da tempo, la città sta con Elly Schlein». Ma in vista della scelta del candidato premier nessuno ha dimenticato il 2013 e la rapida conversione del gruppo dirigente emiliano-romagnolo al renzismo
E se accadesse di nuovo? Quel 2013 se lo ricordano in molti nel Pd emiliano-romagnolo. D’altronde ci sono svolte che non si dimenticano. Certo, la Svolta della Bolognina si è guadagnata la lettera maiuscola e un posto nelle storia, con la foto in bianco e nero di Occhetto circondato da dirigenti e militanti che ancora non avevano capito che stava finendo un’era.
La svolta del 2013 fu più prosaica, sicuramente pragmatica, ma antropologicamente significativa. L’intero gruppo ex Pci-Pds-Ds che passa in blocco dal sostegno a Pier Luigi Bersani al tifo per l’allora rottamatore Matteo Renzi, che poi divenne premier.
I precedenti «impossibili»
E se accadesse di nuovo? «Impossibile», dicono tanti nel Pd. Ma lo dicevano anche quando gli chiedevi se un ex Dc ed ex scout avrebbe potuto guidare i compagni emiliani. E poi arrivò Renzi. Lo dicevano, più recentemente, quando si iniziò a vociferare di un derby interno alla giunta dell’Emilia-Romagna per la segreteria nazionale



