
Tra timori sanitari e motivazioni culturali, ecco cosa c’è dietro il bando del maiale nelle scuole dell’Emilia e del Friuli.
Stiamo smettendo di mangiare salami. Ma non smettiamo di esserlo. Anzi, non siamo mai stati così salami come adesso che rinunciamo a mangiare salami. Come dimostra la notizia che arriva dalla provincia di Pordenone: nella patria del prosciutto San Daniele, infatti non si mangia più il prosciutto San Daniele. Almeno nelle mense scolastiche. Ai bambini saranno serviti pollo al curry e cous cous ma non il prosciutto di San Daniele e tantomeno il salame. E neppure la braciola di maiale. E neppure i rigatoni all’amatriciana con il pericolosissimo guanciale.
Tutto abolito in nome dell’islamicamente corretto. Che ci volete fare? Una volta eravamo così orgogliosi dei nostri patrimoni gastronomici che li portavamo da qui a là. Adesso, al massimo, da qui Allah.
La cancellazione delle radici alimentari nei refettori
La notizia friulana segue di qualche giorno quella arrivata da Piacenza: anche qui carne di maiale bandita dalle mense scolastiche, coppa e pancetta sacrificati sull’altare di Maometto. Nella città emiliana è stata organizzata una protesta, 1.400 firme raccolte in poche ore per chiedere ai ministri della Salute e dell’Istruzione di reintrodurre




