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Venezia, il nonno Toni Servillo e i fantasmi del suo passato: «Il bambino ha reso il set un gioco. Mi affascina riflettere sul senso di essere artisti»

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di Chiara Maffioletti

L’attore protagonista di «Scherzetto» diretto da Mario Martone e presentato alla Mostra Fuori concorso. Il regista: «Ho amato il libro, volevo dirigere il film»

VENEZIA Durante tutte le riprese del film, l’attore più giovane della Mostra, Lorenzo Perrotta, ha chiamato Toni Servillo nonno. Il bambino — che a sei anni ha una parlantina più vivace di tanti suoi «colleghi» —, si rivolgeva così al grande attore non solo davanti alla telecamera di Mario Martone, ma dal primo all’ultimo momento in cui era sul set di Scherzetto, film tratto dal romanzo di Starnone e presentato Fuori concorso. Nel film Servillo deve stare con lui quando la figlia, interpretata da Serena Rossi, si assenta per qualche giorno.

Servillo torna così a stare nella casa di famiglia in cui era cresciuto. Lui che non è solo un nonno, ma anche un illustratore affermato: in quella casa dovrà gestire non solo il piccolo ma i ben più impegnativi fantasmi del suo passato. «All’inizio volevano affidare questo film a un giovane regista, ma quando l’ho saputo ho detto: ma quale giovane regista, datelo a me», spiega divertito Martone, lui che aveva amato tanto il libro. Come tanti titoli di

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