
di Marco Cremonesi
Il generale tra sondaggi ed esito delle elezioni: «Se questo è perdere, quanto è bello farlo…»
«Se questo è il flop, quant’è bello perdere». Roberto Vannacci commenta un sondaggio per ridere di chi pensa che «abbia perso la forza propulsiva».
Sui numeri, il generale ha ragione. Ipsos, per il Corriere, lo stima all’8,8%, Cluster al 9,2%. Ma a Palazzo Chigi non si entra con le percentuali. Lo ha ricordato ieri Lucio Malan, il capo dei senatori FdI, a Un giorno da pecora: «Da quando è attivo bersaglia il centrodestra, sarebbe impossibile pensare a un’alleanza». Possibili cambi di linea?: «Non sarebbe più Vannacci».
Ma le ultime settimane raccontano di un partito che avanza nelle tabelle ma deve cominciare a misurarsi con la politica vera, «sangue e merda» come diceva Rino Formica. E allora, sui territori si litiga e si espelle, nelle Procure arrivano gli esposti. E la porta del centrodestra, almeno per ora, sembra sbarrata.
Il primo a sbatterla è stato Luca Belotti, già sottosegretario al Lavoro nel Berlusconi IV, una carriera tra An, Pdl e Fli, il partito di Fini. Restituita la tessera, ha riassunto il congedo in quattro parole: «Purtroppo avevo




