
di Teresa Cioffi
Il leader di FnV sui social: «Sovranità al popolo: battaglia che si vince con il cuore e con l’acciaio»
Gli «arditi futuristi» batteranno i «vili badogliani», traditori della sovranità popolare. Roberto Vannacci, canottiera nera e ascia bipenne al collo, torna a parlare di preferenze. Lo fa sui social, dove esordisce con un video tra metafore belliche e frecciatine al governo: «Ci possiamo ancora irrigidire sul nostro Piave che è il Senato laddove il voto segreto non si può fare e allora porteremo allo scoperto quei vili che si sono nascosti nell’anonimato della pulsantiera».
Mentre parla il generale tiene in mano due meloni, ci gioca e dice: «La guerra si vince con il cuore e con l’acciaio e la sovranità al popolo può ancora essere restituita dopo la Caporetto che abbiamo vissuto a Montecitorio, dove i badogliani hanno sparato alla schiena del proprio schieramento». I badogliani sarebbero i franchi tiratori del centrodestra che hanno portato alla bocciatura dell’emendamento sulle preferenze alla Camera il 14 luglio, per un solo voto, a scrutinio segreto. In quell’occasione i vannacciani ci avevano tenuto a dimostrare di essere stati coerenti con il sostegno alle preferenze, tanto da riprendersi durante le operazioni



