
di Massimo Franco
L’effetto Vannacci sdogana anche le parole d’ordine più viete, aizza uno scontro virulento e l’idea di riforme sull’onda dell’emotività
C’è da chiedersi fino a dove potrà arrivare l’impegno della destra per arginare l’ascesa di Roberto Vannacci. Sta diventando chiaro che l’inseguimento porta le forze di governo su posizioni sempre più scivolose. E accentua l’impressione di una maggioranza subalterna a parole d’ordine che fino a qualche mese fa avrebbe ritenuto inaccettabili. La domanda è se quanto accade nasca solo dal timore di perdere voti, o se l’ex generale tocchi temi che risvegliano e legittimano gli istinti meno nobili di una parte di quel mondo.
È indubbia la regressione che la sua offensiva sta provocando sia nella coalizione di Giorgia Meloni, sia negli avversari. E come la sfida sulle preferenze, i video confezionati con l’intelligenza artificiale in cui Vannacci «giustizia» in un immaginario colosseo i leader d’opposizione siano veleno iniettato nella campagna elettorale. Se a questo si aggiunge il miliardario americano Elon Musk che demonizza i magistrati della sentenza di condanna del gioielliere Mario Roggero, l’aria si fa quasi irrespirabile. Il tema è come scongiurare l’inquinamento.
Meglio, se ci siano volontà e capacità di




