
di Chiara Maffioletti
Con l’«Odissea» ha battuto già il record di incassi in meno di una settimana, è stato nominato sir e riesce a coniugare il cinema d’autore con i grandi numeri
Ulisse, in realtà, è Christopher Nolan. E quello che sta succedendo nelle sale cinematografiche di tutto il mondo con l’Odissea, è il suo personale, astutissimo cavallo di Troia. Al contrario dell’eroe greco, non ha costruito la sua macchina con assi «di pino ben lavorato», ma si è servito di un cast stellare e clamorosamente pop unito alla tecnologia più nuova che c’è: il suo film è il primo nella storia del cinema a essere girato interamente con cineprese Imax a pellicola. Oltre 610 chilometri di nastro in grado di catturare dettagli altrimenti impensabili, per 172 minuti che scorrono veloci.
Il risultato è un kolossal annunciato e pensato maniacalmente in ogni frame, che ha custodito però nella sua pancia non feroci guerrieri ma uno dei poemi epici più antichi in assoluto, arrivato attraverso lo stratagemma di Nolan a un pubblico che, altrimenti, non avrebbe mai raggiunto. Far finire Omero nei trending topics di tutto il mondo è di per sé un capolavoro. Ma sono magie alla




