
Oltre ad aver incriminato Raúl Castro, Washington sta valutando le possibili reazioni di Cuba a un eventuale attacco militare
Donald Trump sta perdendo la pazienza con L’Avana. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha ufficialmente incriminato l’ex presidente cubano Raúl Castro: l’accusa è quella di aver ordinato l’abbattimento di due aerei civili nel 1996. Con questa mossa, Washington ha incrementato la propria pressione su Cuba, mentre i negoziati tra i due rivali restano fondamentalmente in stallo. Nelle scorse settimane, l’amministrazione Trump aveva offerto aiuti umanitari e sostegno infrastrutturale, chiedendo in cambio che il regime castrista liberasse i prigionieri politici e portasse l’isola nell’orbita geopolitica di Washington.
È in tal senso che, la settimana scorsa, il direttore della Cia, John Ratcliffe, si era recato a Cuba per parlare con alcuni alti funzionari del governo locale. La situazione non si era tuttavia sbloccata. Nel frattempo, mercoledì, la Cbs ha riferito che l’intelligence statunitense starebbe valutando come L’Avana potrebbe reagire a un eventuale attacco militare da parte di Washington. Pochi giorni prima, Axios aveva rivelato che, secondo i servizi segreti statunitensi, il regime castrista avrebbe acquistato 300 droni da Russia e Iran a partire dal 2023: droni che L’Avana starebbe ipotizzando di usare per colpire




