
di Alessio Gaggioli
Poppi, l’arcivescovo al convegno dello Spi Cgil sull’intelligenza artificiale: «Andrò negli Usa»
DAL NOSTRO INVIATO
POPPI (AREZZO) Contrasti, solo apparenti. Quassù, nel cuore delle foreste del Casentino, dove il telefonino quasi non prende, si parla di intelligenza artificiale, dei signori delle Big Tech e dell’AI che dopo la corsa sfrenata allo sviluppo ora chiedono di frenare. Paiono aver paura della loro stessa creatura, che possa sfuggire al controllo, fino alla catastrofe dell’umanità. O forse si sono accorti che i loro modelli di sviluppo dell’AI sono stati resi finanziariamente insostenibili dalla Cina che sta superando tutti come ha fatto in passato con giocattoli, tessile e auto: prodotti di qualità a prezzi nettamente più bassi.
La paura dei signori della AI però ha fatto esplodere i dubbi. Dove sta andando la tecnologia, per quali scopi, chi ci guadagna e, in fondo, dove stiamo andando noi?
I governi sono afoni e immobili (ad eccezione di Xi Jinping e Donald Trump). La società civile cerca spazi di confronto e orientamento.
Il monastero di Camaldoli è il luogo migliore. Nel Quattrocento il priore dei monaci camaldolesi Mariotto Allegri lo trasformò in un’accademia umanistica spontanea. Lorenzo




