di Cesare Peccarisi
In un nuovo studio, oltre al linguaggio verbale, viene recuperato anche quello non verbale: compaiono insieme in tempo reale sullo schermo di un pc
Parlare non è solo questione di parole, ma anche di espressioni e gesti in un mix di linguaggio verbale e non verbale che rende la comunicazione più incisiva. Questo mix affonda le sue radici in un comune circuito cerebrale che accoppia le parole ai gesti: un ictus può danneggiare questo circuito facendo perdere al paziente entrambi i tipi di comunicazione e isolandolo dal mondo.
Stephen Hawking
Anche altre malattie, come Parkinson, Alzheimer o sclerosi laterale amiotrofica (Sla), possono, seppur più lentamente, provocare questo effetto e sono stati numerosi i tentativi di ripristinare un ponte radio con il paziente. Molti ricorderanno l’astrofisico Stephen Hawking, malato di Sla: riusciva a comunicare solo tramite lo schermo di un pc che scriveva le parole da lui pensate tramite elettrodi impiantati nel suo cervello. Ma questi tipi di comunicazione, pur essendo un raggio di luce nell’oscurità, sono lenti e lontani dalla vita reale.
Parlare attraverso un avatar
Ora è uscito su Nature Neuroscience uno studio dell’Università della California di San Francisco che fa un passo




