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Un animale domestico su due non è vaccinato correttamente. Il nodo dei costi e quello culturale

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di Corriere Animali

Il ruolo della prevenzione nella corretta gestione di cani e gatti di casa. Ma molte famiglie non effettuano la giusta prevenzione. Il nodo dei costi

La primavera è un momento cruciale per la salute degli animali da compagnia: aumentano le attività all’aperto e di conseguenza l’esposizione a patogeni e parassiti. Per questo diventano importanti controlli e vaccinazioni. In vista della Giornata Mondiale della Veterinaria, che si celebra sabato, l’Associazione delle imprese per la salute animale (Aisa), che fa parte di Federchimica, torna a evidenziare della prevenzione come scelta consapevole per la tutela del benessere animale e della salute pubblica. E in questo un importante ruolo lo ricoprono ovviamente i medici veterinari. 

L’Italia si conferma tra i Paesi europei con la più alta presenza di animali da compagnia. Solo tra cani e gatti ce ne sono circa 20 milioni. Tuttavia fra le famiglie italiane la prevenzione applicata agli amici a quattro zampe non è ancora una prassi consolidata. 

Secondo l’Osservatorio Sanità UniSalute-Nomisma 2025, sebbene l’86% di cani e gatti sia stato portato dal veterinario almeno una volta nell’ultimo anno, solo il 21% è sottoposto a controlli regolari e meno del 50% è correttamente vaccinato,

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