Una persona malata di tumore e i suoi famigliari, oltre a tutte le difficoltà relative al dover affrontare le cure e alle conseguenze che questo comporta, deve fare i conti con i costi che si è costretti a sostenere dopo la scoperta della patologia. Tra ticket sanitari, farmaci, trasporti, magari visite private aggiuntive, le spese per chi scopre di avere un tumore aumentano vertiginosamente portando a un peggioramento generale della qualità della vita. Non si tratta soltanto di una considerazione sociologica ma di un aspetto della cura delle persone che viene studiato dai sistemi sanitari e che prende il nome di tossicità finanziaria, traduzione italiana di financial toxicity.
Negli Stati Uniti, dove il sistema sanitario è principalmente gestito in modo privato, questa componente è cruciale al punto che la financial toxicity è riconosciuta come fattore prognostico negativo che condiziona le terapie oncologiche. Infatti per sostenere i costi delle spese mediche, la qualità della vita rischia di peggiorare, si riducono le altre spese, magari si deve ricorrere a contrarre debiti, vendere bene e addirittura c’è il rischio di dover sospendere le cure.




