Il tumore al fegato è ancora oggi, nonostante i progressi della ricerca, una delle neoplasie più insidiose: nelle fasi iniziali è spesso asintomatico e per questo in molti casi viene diagnosticato solo quando la malattia a uno stadio avanzato. Negli ultimi anni, però, sono stati fatti degli importanti passi in avanti non soltanto nell’identificazione dei fattori di rischio, ma anche nel capire come questi interagiscano tra loro.
Ad aggiungere un tassello è stato uno studio condotto a Singapore e focalizzato su una combinazione di rischi particolarmente pericolosa: il grasso viscerale addominale, la cosiddetta “pancia da birra”, può moltiplicare drasticamente la probabilità di sviluppare un carcinoma epatocellulare, la forma più comune di tumore primario del fegato, in presenza di una specifica predisposizione genetica.




