
di Federico Fubini
Lo zar starebbe ritirando la sua offerta di restituire all’Ucraina minime porzioni delle aree di Kharkiv e Sumy se gli ucraini si ritirassero dall’intero Donbass
Da sempre alieno all’uso di Internet, dipendente dalle informazioni che i suoi collaboratori gli stampano, Vladimir Putin non ha cambiato idea. Continua ad agire come se fosse certo che l’esercito russo riuscirà a conquistare l’intero Donbass entro fine anno. Se accedesse al web e per esempio leggesse le mappe sul sito dell’Institute for the Study of War di Washington, l’uomo del Cremlino aprirebbe gli occhi su una realtà diversa: il mese scorso l’avanzata del suo esercito si è ridotta ad un chilometro quadrato al giorno, un passo 16 volte più lento di un anno fa; continuasse così, la Russia avrebbe bisogno di quasi 14 anni per conquistare la parte del Donbass che ancora non controlla e, all’attuale ritmo di perdite, dovrebbe subire un altro mezzo milione di morti e feriti.
Ma la percezione di Putin dipende da ciò che gli dicono, in gran parte, gli uomini del «secondo servizio» dell’Fsb: la sezione politica dell’intelligence, il cui potere in questa fase è in ascesa. E i servizi segreti dicono al




