
Il giocatore del Cagliari è lucido. Stefania Milia, direttrice della Terapia intensiva dell’ospedale SS. Annunziata di Sassari: “Mi ha corretto perché non riuscivo a pronunciare il suo nome proprio”. Il presidente Giulini: “Fortunatamente l’ambulanza è arrivata in pochissimi minuti”
Yael Trepy respira da solo senza ossigeno, ha iniziato a bere e mangiare e conferma “di non avere deficit neurologici evidenti, ma ha bisogno di essere sotto osservazione. I tempi rapidi nel soccorso sono stati decisivi. Cosa ha detto al risveglio? Mi ha corretto perché non riuscivo a pronunciare il suo nome proprio”. Sono alcuni passaggi delle dichiarazioni di Stefania Milia, direttrice della Terapia intensiva emergenza urgenza dell’ospedale SS. Annunziata di Sassari, dove il calciatore del Cagliari si trova ancora ricoverato, durante la conferenza stampa che si è tenuta per fornire gli ultimi aggiornamenti sulle sue condizioni.
le parole di giulini—
“Ho saputo che è stato raggiunto l’ospedale in tempi rapidi”, ha detto Tommaso Giulini, presidente del club rossoblù, anche lui presente insieme ai responsabili dell’Azienda ospedaliera universitaria sassarese. “L’ambulanza è arrivata in pochissimi minuti e questo sicuramente ha aiutato. Ringrazio tutti coloro che hanno aiutato”.




