di Antonio Macaluso
La revisione in corso dell’Ets è l’ultima occasione per salvaguardare l’economia e l’industria italiane ma anche per non privare l’Europa del controllo strategico sulle proprie catene di approvvigionamento
L’allarme di Assarmatori è forte, documentato e portato nel cuore dell’Europa che decide, a Bruxelles: con il trasferimento già visibile delle attività di transhipment al di fuori dell’Ue, sono a rischio sicurezza logistica e miliardi di investimenti. Gli scenari di breve periodo indicano una perdita fino a 3,6 miliardi di euro in investimenti portuali e 892 milioni di euro di ricavi annui. La revisione in corso dell’Ets è l’ultima occasione per salvaguardare l’economia e l’industria italiane ma anche per non privare l’Europa del controllo strategico sulle proprie catene di approvvigionamento, per dipiù in un momento estremamente complicato a livello geopolitico.
La richiesta di sconti
L’allarme di Assarmatori è supportato dai risultati di uno studio realizzato da Giovanni Satta, professore associato del Dipartimento di Economia dell’Università di Genova, presentato al Parlamento Europeo nel corso del workshop «EU ETS Maritime: Safeguarding European Transhipment» ospitato dall’eurodeputata Letizia Moratti e al quale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, del settore armatoriale e del comparto portuale. Assarmatori ha chiede ai legislatori




