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Tra Torino e Milano un secolo di derby: perché sotto la Mole vince sempre il «no»

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di Christian Benna

Dalla fusione Atm-Gtt al Salone del Libro e ora con la fusione delle società che gestiscono gli scali aeroportuali

Torino-Milano? No, grazie. Ci risiamo. Le nozze tra Caselle e Malpensa non sono state ancora celebrate, ma il partito (trasversale) del «No-Milano» ha già rinserrato i ranghi, forte di un secolo di «scippi» e di derby permanente un po’ di tutti i campi. Come nella moda, nel cinema, nell’editoria, nella televisione, nelle banche, nelle sedi aziendali, e in tutte le altre vicende ormai leggende metropolitane che sono diventate colonne portanti del pensiero di una Torino-Pietro Micca sempre sotto assedio.

Fusione Atm-Gtt? No, grazie. Era il 2007 quando si affacciò l’ipotesi di integrare le due aziende di trasporto nel segno del Triangolo Industriale. Non se ne fece nulla. Un solo Salone del libro Torino-Milano? Apriti, cielo. Nel 2016 si sfiorò quasi una crisi diplomatica in seno al governo contro «lo scippo» dei milanesi. La fusione del San Paolo Imi con Banca Intesa del 2006? Un successo di Salza e Bazoli che però generò tanti maldipancia tra chi a Torino temeva di perdere centralità. Olimpiadi Milano-Cortina? Macché, Appendino nel 2018 rifiutò l’idea del tridente.

Eppure

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