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Torino, il centrodestra sfida Lo Russo: Marrone si muove, ma il candidato non c’è

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di Gianni Armand-Pillon

Le periferie saranno decisive, ma nel centrodestra manca ancora un nome condiviso per contendere al sindaco uscente la Sala Rossa. Maurizio Marrone accelera, mentre FdI, Lega e Forza Italia prendono tempo

In una città immobile (rapporto Rota 2026), il centrodestra sogna l’impossibile: sfondare a Torino, battere Lo Russo e prendersi la Sala Rossa. Una cosa mai vista da quando esiste l’elezione diretta del sindaco. Torino è un caso unico tra le metropoli italiane: perfino Bologna portò Guazzaloca, un indipendente di destra, in piazza Maggiore. Per Meloni vincere qui, nell’ex città-fabbrica, capitale perduta del lavoro e dei santi sociali, sarebbe un’impresa dal valore politico e simbolico enorme.

Mappe elettorali alla mano, la partita si giocherà molto sulle periferie, e in particolare su quella Nord. Non solo perché lì si concentrano i maggiori problemi sociali della città: disoccupazione, speranza di vita più bassa, sicurezza reale o percepita ai minimi. Ma anche perché quelle sono le zone dove, finito il Pci, l’elettorato si è mostrato più mobile.

È un terreno su cui Maurizio Marrone, vice presidente e assessore in Regione per Fratelli d’Italia, sa muoversi bene. E infatti si muove, eccome se si muove.

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