
di Claudio Bozza, inviato a Parma
La segretaria del Pd replica a Conte dopo il plebiscito «No al riarmo». L’ira dei riformisti dem contro i potenziali alleati del Campo largo: no alla linea Vannacci
DAL NOSTRO INVIATO
PARMA – Mentre a Milano Giuseppe Conte annuncia uno «stop totale» all’invio di armi all’Ucraina, da Parma Elly Schlein si appella a una canzone di Daniele Silvestri per provare a ridurre la profonda frattura politica che divide il Campo largo. È vero: «Ci sono delle differenze», ammette la segretaria dem, intervistata da Enrico Mentana al Festival di Open. Ma, aggiunge citando il cantautore romano, «le cose che abbiamo in comune sono 4.850…». Schlein snocciola così le iniziative condivise con il Movimento e Avs: da Gaza all’Iran, fino al «salario minimo». Ma nel giorno in cui Conte, secondo azionista del fronte progressista, incassa dalla base M5S un mandato granitico contro il riarmo, il sostegno a Kiev si conferma il nodo decisivo. E Schlein, che deve anche governare le divisioni interne al suo partito, risponde così: «Finché non c’è una pace giusta, è giusto sostenere un Paese che subisce un’invasione. Su questo discuteremo e troveremo un compromesso».
Poi precisa: «Sull’Ucraina la posizione del




