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Torino, dopo venti ore in Consiglio comunale l’opposizione di destra grida vittoria. Tra mozioni, kebab (e niente caffè)

di Paolo Coccorese

Seduta fiume, fino alle cinque e mezza del mattino, sul rendiconto di Palazzo Civico. Via libera arrivato ma al prezzo di una concessione: riaprire la bozza del nuovo regolamento

Al termine della notte di lunedì, nella Sala Rossa, dopo oltre venti ore di Consiglio comunale, mentre l’alba filtra a fatica dalle finestre, resta giusto il tempo per una foto da reduci. Sorrisi larghi, quasi epici, per i sei consiglieri dell’opposizione: Pierlucio Firrao e Pietro Abruzzese (Torino Bellissima), i forzisti Federica Scanderebech e Mimmo Garcea, il leghista Giuseppe Catizone e Ferrante De Benedictis (Fratelli d’Italia). Sono loro — insieme a Pino Iannò e alla leghista Elena Maccanti — ad aver trascinato la maggioranza in una seduta fiume, inchiodata fino alle cinque e mezza del mattino sul rendiconto di Palazzo Civico. Via libera arrivato, sì, ma al prezzo di una concessione: riaprire la bozza del nuovo regolamento, che fino a poche ore prima sembrava destinata al voto.

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