
Dopo quarant’anni cambia partito. Negli ultimi anni è stato una delle voci più critiche verso Salvini
Toni Da Re è stato per quarant’anni bandiera della Lega in Veneto. Lui, orgogliosamente figlio di partigiano, dal partito in cui aveva militato praticamente per tutta la vita se n’era andato quando era diventato troppo di destra (e dopo aver malamente insultato Salvini in un’intervista, con l’inevitabile successiva espulsione). Ma le sue accuse erano sempre lì, a quello spostamento verso istanze nazionali e temi destrissimi con cui non si trovava d’accordo. E ora, quello stesso Da Re, già segretario provinciale a Treviso, segretario regionale veneto, sindaco, eurodeputato, ha la tessera di Futuro Nazionale, il partito di Vannacci, che più a destra di così al momento è impossibile. Non ce l’ha nella Marca, dove risiede, ma in un’altra provincia del Veneto.
«Io non ho nessuna tessera, né di Vannacci o di altri partiti, l’ultima che ho avuto è quella della Lega Nord, prima che smettessero di mandarmela» risponde il baffo Da Re, anche con una certa stizza. E allora è un giallo perché la sua tessera risulta regolarmente registrata nel copioso gruppo vannacciano. C’era un amico, raccontava tempo fa, che insisteva per tesserarlo, che lo




