
di Massimo Gaggi
Il miliardario fondatore di Palantir e PayPal e l’affinità elettiva con il leader argentino
«Un anarcocapitalista incontra un altro anarcocapitalista che sta rivitalizzando il sistema». Il modo in cui Javier Milei ha descritto il suo ultimo incontro con Peter Thiel offre una possibile lettura ideologica della decisione del fondatore di Palantir e PayPal di trasferirsi (provvisoriamente) in Argentina con tutta la famiglia: ha comprato una sontuosa villa da 12 milioni di dollari in un quartiere esclusivo di Buenos Aires, Barrio Parque, e ha iscritto i due figli in una scuola locale.
Non è un mistero che Thiel sia un ammiratore del presidente argentino: tutti e due libertari e iperliberisti. Stesso pantheon intellettuale nel quale brillano le stelle di Ayn Rand e Joseph Schumpeter. Stessa visione del futuro dell’Occidente: scarso (o nessun) interesse per la difesa della liberaldemocrazia; allergia a regole, vincoli, protezioni; fiducia assoluta nella liberazione della forza della «distruzione creatrice» del capitalismo e dell’innovazione tecnologica. Di certo Thiel è più vicino alle idee di Milei che a quelle di Donald Trump, da lui sostenuto per convenienza e perché lo ha considerato un personaggio di rottura, ma del quale di certo non condivide lo statalismo,




