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De Gregori, De Luca e l’intolleranza della nuova «sinistra illiberale» su Israele e Gaza

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di Antonio Polito

Il cantautore è stato attaccato per aver «non» espresso un’opinione su Gaza

La «shitstorm» che si è abbattuta su Francesco De Gregori segna un salto di qualità preoccupante della nuova «sinistra illiberale», che ha trovato intorno alla giusta indignazione per la tragedia di Gaza il motivo per odiare lo Stato di Israele e chi non lo odia. Lo scrittore Erri De Luca, almeno, è stato insultato per aver espresso un’opinione, peraltro storicamente fondata (ha detto che il sionismo non è equiparabile al razzismo o al nazismo, ma è un movimento nato per dare una nazione al popolo ebraico).

Il cantautore romano, invece, ha subito una purga mediatica per NON avere espresso un’opinione. Anzi, per aver rivendicato la libertà degli artisti di non dover per forza prendere parte, adeguarsi all’onda del momento e ingraziarsi così l’uditorio.

De Gregori si era chiesto: «Non capisco quegli artisti che vogliono sensibilizzare il loro pubblico. Perché? Non é già abbastanza sensibile per conto suo? C’è bisogno che Springsteen dica la sua su Trump? Provo imbarazzo quando chi promuove uno spettacolo si schiera in maniera netta e apodittica su questioni internazionali o di guerra. Perché tutto il mondo

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