
Il 3 settembre 2026 non è solo una data sul calendario, ma l’inizio di una “cura da cavallo” che promette di smantellare e rimontare il colosso di Wolfsburg pezzo dopo pezzo. Il consiglio di sorveglianza del Gruppo Volkswagen (che comprende Audi, Skoda, Porsche, Seat, Cupra, Volkswagen, Lamborghini e altri merchi) ha dato il via libera all’unanimità al Future Plan 2030: una manovra sangue e lacrime, la più drastica negli 89 anni di storia del Gruppo. Non chiamatela semplice riorganizzazione; è un piano di sopravvivenza industriale per non affogare nell’offensiva cinese e sotto il peso di una struttura diventata un pachiderma troppo lento per i tempi correnti.
I NUMERI DELLA SCOSSA
Per pesare l’entità del terremoto, basta guardare i numeri. Non si taglia solo il personale, ma si incide profondamente sulla capacità di spesa e sulla struttura stessa del Gruppo.
Tagli al personale
100.000 totali (50.000 nuovi + 50.000 esistenti)
Riduzione modelli
-50% entro il 2035
Riduzione complessità
-75% (varianti e componenti)
Investimenti
€135 miliardi (periodo 2027-2031)
Costi fissi
€37 miliardi




