
di Camilla Sernagiotto
I mici liberi di uscire per strada risultano vivere mediamente 2–3 anni in meno rispetto a quelli tenuti esclusivamente in casa. Lo studio australiano
Un recente studio australiano torna a mettere a fuoco il rapporto tra gatti domestici e libertà di movimento all’esterno, evidenziando come la permanenza in casa possa incidere positivamente sull’aspettativa di vita e ridurre la mortalità. Allo stesso tempo, il contenimento degli animali contribuisce anche alla tutela della fauna selvatica. In Australia, ma vale in realtà ovunque, i gatti domestici sono infatti considerati una delle principali minacce per la biodiversità locale, in particolare per uccelli e piccoli vertebrati che amano cacciare. Nel Paese si stimano circa 5,3 milioni di gatti domestici, responsabili complessivamente della morte di circa 546 milioni di animali ogni anno.
Accanto all’impatto ambientale, la ricerca evidenzia anche i rischi diretti per i gatti lasciati liberi di circolare all’esterno, tra incidenti stradali, combattimenti e traumi spesso fatali. I gatti liberi risultano vivere mediamente 2–3 anni in meno rispetto a quelli tenuti esclusivamente in casa.
I rischi della vita all’esterno
Secondo i dati raccolti, circa due terzi dei proprietari australiani hanno sperimentato la perdita di un gatto lasciato libero.




