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Taranto, il sindaco d’accordo con le nuove regole sulla scuola: il centrosinistra prende le distanze da Bitetti. Ma lui non ci sta

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di Cesare Bechis

Socialisti, Pd, Cinquestelle, Rifondazione comunista e Cobas hanno detto di non condividere la posizione del sindaco. Ma lui: «Quanto riportato dalle agenzie non è quanto ho affermato»

Il sindaco di Taranto Piero Bitetti, uomo politicamente di centrosinistra, dichiarandosi d’accordo con le norme sulla scuola appena varate dal governo Meloni, ha suscitato un vespaio di polemiche. L’altra sera, di fronte al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che presentava il volume «Manifesto per l’Occidente. I valori universali della nostra cultura», aveva detto che condivideva sia il divieto del burqa in aula sia il tetto del 30 per cento di presenze di alunni stranieri nelle classi. In 24 ore si sono moltiplicate le reazioni, tutte contrarie. Il Pd ha preso subito le distanze e così i Socialisti, i Cinquestelle, Rifondazione comunista, i Cobas. Una valanga di «siamo sconcertati», «vergogna», «insegue la destra». 

Giovanni D’Arcangelo, segretario della Cgil, sottolinea che «Bitetti parla di un problema che a Taranto non esiste. Non esiste un’emergenza immigrazione. Basti pensare che su 74.755 iscritti alle scuole pubbliche di Taranto e provincia solo 1990 (pari al 2,7%) sono non italiani. E 996 di loro, tra l’altro, sono nati qui». A distanza di 24 ore

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